Il caso Freitag

(CC) Relaxdesign - 2009 Licenza Creative Commons 2.0.

Non c’è molto da dire sull’azienda Freitag per chi già la conosce. Per chi non la conosce ecco un breve riepilogo:

Con sede a Zurigo, Freitag produce e vende in tutto il mondo borse ricavate dai teloni usati di autocarri, dalle cinture di sicurezza usate delle automobili e dalle camere d’aria usate delle biciclette, fin dal 1993.

I teloni vengono tagliati in fase di lavorazione, in modo che le stampe o il logo dell’azienda non siano più riconoscibili. Freitag assicura: i teloni non vengono utilizzati per altri scopi o rivenduti a terzi. Freitag usa sostanzialemente solo teloni usati di autocarri destinati all’allestimento di veicoli industriali, con un tessuto di fondo estremamente robusto e un rivestimento in PVC di almeno 600 g/m2). (freitag.ch)

In breve, Freitag è uno di quei casi che esemplificano come sia possibile per un accessorio o un capo d’abbigliamento superare le barriere del tempo e, quindi, della moda passeggera: il marchio Freitag è diventato un must, un simbolo “buono” perchè unisce la mentalità del riciclaggio creativo (ecosostenibilità) con quella della moda personalizzata (radical chic) e dell’oggetto unico (emotive design). Ecco perchè tutte le borse (e gli accessori) sono così maledettamente care.

Ecologia. Tuttavia la politica ecologistica iniziale non è mai scomparsa e, tuttora, i concetti di recupero e di riciclaggio sono fondamentali per Daniel e Markus Freitag, i due fratelli fondatori del marchio svizzero. Ancora oggi i prodotti Freitag vengono creati, tagliati a mano e confezionati a Zurigo nella stessa fabbrica di fianco alla statale; solo la fabbrica si è ingrandita un poco. Tutti i prodotti sono ancora unici, fabbricati con originali teloni di camion usati, camere d’aria di bicicletta, cinture di sicurezza di automobili e, new entry, airbag usati.

Filosofia e marketing. Per diventare un must è necessario saper infondere ai propri seguaci/consumatori anche un certo fascino ammaliatore. É la stessa strategia applicata a Cupertino da Apple, no? Del tipo “Non ti vendiamo un semplice oggetto, bensì una nuova mentalità, un nuovo modo di vivere”. Una filosofia, insomma, in cui potersi ritrovare comodamente, riconoscersi o semplicemente condividere. Il reparto marketing di Freitag ha saputo muoversi molto bene anche in questo campo, promuovendo eventi e collaborazioni in tutto il mondo e invogliando i potenziali clienti con semplici operazioni psicologiche, ovvero il “fai-da-te”: F-Cut. Il cliente può decidere di acquistare la propria borsa in due modi:

  • Modalità passiva: scegliendo uno tra le centinaia di modelli che vengono realizzate quotidianamente e, in seguito, pubblicati sul sito ufficiale oppure esposte nei vari punti vendita in giro per il mondo. In altre parole “compra quel che c’è”;
  • Modalità attiva (1): accedendo alla sezione apposita del sito ufficiale (Design your own freitag bag) e “comporre” letteralmente la propria borsa scegliendo combinazioni di colori e angolazioni di ritaglio dai teloni a disposizione al momento;
  • Modalità attiva (2): effettuando la stessa operazione di cui al punto precedente ma dal vivo, in uno dei numerosi eventi “F-Cut” organizzati in occasione di fiere e festival, almeno in Europa.

F12 Dragnet…it' my fault!

L’unica nota a sfavore della “modalità attiva” è il fatto che sia possibile “crearsi” solo il modello F12 Dragnet, ovvero il modello più classico. Un peccato, sebbene se ne capisca il motivo – ovvero: “perchè complicarsi troppo la vita?”.

Arte del riciclo. Ovviamente nel tempo Freitag ha ampliato il suo catalogo e ha aggiunto, oltre ai numerosi modelli di borse, tanti accessori più o meno utili: portamonete, palloni da calcio, spalliere, porta-chiavi, gusci porta-macbook, astucci per gli occhiali, eccetera. Tutti rigorosamente realizzati come ben sappiamo.

Ultimamente però, l’idea dell’oggetto unico è stata fortemente sostenuta grazie all’iniziativa Freitag Limited Art Edition 2009, ovvero collaborando con 4 tra i più importanti musei d’arte contemporanea:

  • Tate Modern, Londra
  • Mori Art Museum, Tokio
  • Palazzo Grassi, Venezia
  • MoCA, Los Angeles

In cosa consiste la collaborazione? Semplice: al posto dei teloni da camion vengono utilizzati i cartelloni delle mostre temporanee esposte quest’anno nei rispettivi musei e trasformate in simpatiche shopping bag (modello F52 Miami Vice) dal prezzo meno simpatico di Euro 78.

Che dire? In fondo anche l’arte gioca (o almeno ha giocato) sul concetto del piece unique, no?

Nel prossimo post parleremo proprio della relazione tra il Design e il valore dei soldi…;)

Architettura. La filosofia Freitag (ovvero “realizzare nuovi oggetti cool riciclando gli scarti di consumo”) si è espansa anche all’architettura: il quartier generale Freitag, ovvero il primo Freitag flagship, è tutt’altro che un semplice spazio espositivo creato per la vendita dei prodotti; si tratta invece di un mini-grattacielo realizzato dalla sovrapposizione di 9 container dismessi impilati uno sopra l’altro! Lo store sorge fra i capannoni industriali, in un’area semiperiferica stretta fra una rampa che conduce all’autostrada e un viadotto ferroviario, ed è realizzato – appunto – con materiali riciclati legati al mondo del trasporto su strada. L’idea appartiene ai due architetti, amici dei fratelli Freitag, Annette Spillmann e Harald Echsle ed ha riscosso un notevole successo, dimostrando l’ulteriore coerenza del marchio, e ottenendo il premio marketing + architettura, riconoscimento che “intende dimostrare come sia possibile impiegare l’architettura come strumento di marketing e di trasferimento della filosofia aziendale”. Si può già considerare questo flagship una delle nuove attrazioni contemporanee di Zurigo.

Intervista. Personalmente ho conosciuto il marchio Freitag grazie alla collaborazione con un’osteria di amici, in centro a Faenza. Sembrerà strano a molti, ma l’Osteria della Sghisa è una delle primissime collaboratrici su suolo italiano col noto marchio svizzero. E, negli anni, le collaborazioni non sono certo diminuite fino ad arrivare alla realizzazione di un video-intervista (promosso dalla stessa osteria) e realizzato da un vecchio amico, ora regista a tempo pieno: Riccardo Zanobini.

Se volete vedere l’intervista, che è realizzata nello stile “intervista doppia” tipico de le Iene, cliccate su questo link. Buona visione!

Note: L’immagine all’inizio del post è stata realizzata da Relaxdesign – 2009 ed è concessa sotto Licenza Creative Commons 2.0.

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